Dato quanto pubblicato su instagram oggi, ritengo giusto questo scorcio del libro "Unreal Court" che presto pubblicheremo.

 

Dal Capitolo IL CAMPO

 

Ogni bambino e adolescente cui sia negata un’opportunità di esplorazione del mondo, e palesemente di se stesso, è un’anima che rischiamo di perdere. Non possiamo permettercelo. Il nostro futuro è lui domani. Ogni adulto che arrivi a considerare questi temi “caz….”, a pensare che la vita vera si debba racchiudere nel suo di lui ego, nel suo di lui potere, nel suo di lui volere, senza farsi tante domande, è certamente un’anima persa. Noi crediamo che ogni ragazzo sia un dono da preservare e formare senza imposizioni, se non i valori, senza limiti alcuni a privazione della sua personalità. Se fin da bimbi ci avessero insegnato a fare percorsi seri sulle varie forme di intelligenza, dove intelligenza assume forma e significato inserendosi nel segmento a cui vogliamo dare spessore, nella fattispecie il basket, se ci avessero aiutato a seguire quell’ intelligenza in cui la nostra vocazione e passione, dote e personalità si esprimeva meglio, quanto più avanti, evoluti saremmo? Sembra incredibile eppure è verità provata, testata, vista e capita, sembra incredibile, eppure si parla di noi, di tutti noi, ragazzi di oggi e ragazzi di ieri. Quanto potenziale abbiamo diventa imperativo porsi a domanda di futuro. Nel nostro cammino abbiamo colto nei segnali di apatia scolastica, di noia sociale, di conflitti vari adolescenziali il problema, un problema legato alla mancanza di una vera libertà mentale, di una libertà d’anima, libertà di essere, libertà di provare e capire, libertà di cogliere se stessi, sicuramente con le sue mancanze che ancora devono trovare equilibrio, di guardare avanti anziché al passato, di guardare e sognare senza la presenza della frustrazione di un ego che ne privi il dinamismo. Se ancora non si è giunti a comprendere questo forse due domande su dove stiamo andando diventa imperativo porsele, forse una riflessione positiva e un metodo nuovo andrebbero ricercati altrove e diremmo anche molto presto, il ticchettio del tempo non si arresta. Attraverso il campo noi esaminiamo opportunità, metodi e concetti che possono tornare utili a chi cerca la liberazione delle potenzialità della sua persona sia fisiche sia mentali. Sentire il bisogno di libertà nel corpo e nella mente diventa punto di partenza. Oggi sopita in un angolo del proprio intimo, ne avverti solo il borbottio perché la libertà è un qualcosa che veramente puoi sentire e attraverso il campo da basket cerchiamo di restituirti quell’ auto realizzazione, la realizzazione del proprio Sé, che ti permetterà di farla diventare uno stile di vita, non più semplicemente uno stato fisico, come concepito oggi socialmente, ma una condizione mentale, esistenziale, senza la quale ti sentirai privato dei tuoi sogni. Oggi il campo diventa non libertà, oggi l’atleta accetta senza lottare per essa e, come qualcuno disse, “si muore da vivi e si vive da morti”. Noi attraverso il campo, quelle righe, quelle diagonali, insegniamo percorsi di crescita personale, di viaggi nella ricerca di creatività e personalità che rendono te ragazzo, unico ...