Essendo sempre molto attenti alla nostra privacy, fidandomi molto poco delle parole di un personaggio che oggi si permette di chiudere/oscurare le pagine, i tweeter, i messaggi di un Presidente Americano a cazzo, come sceglie perchè lui pare essere dio, beh, da oggi i nostri siti non avranno più la possibilità di venir contattati tramite whatsapp, le pagine facebook verranno chiuse e molto (moltissimo) probabilmente anche le pagine Instagram essendo della stessa strana persona.

Tutto il gruppo BTA entro 15 giorni passerà a Signal (abbiamo avuto consenso da parte di tutti quindi...) e chiuderà tutti i contatti whatsapp. Che sia vero o meno poco interessa. Ritengo devastantemente preoccupante che una persona al mondo abbia un tale potere, il potere di fare il bello e cattivo tempo, il potere, parrebbe, di essere parte attiva nel broglio, se verrà definito, delle elezioni ... insomma, non è per noi.

Educhiamo/formiamo al rispetto e non al dio soldo e, se è vero che è ovunque, quando possiamo ... semplicemente scegliamo.


... 'Tutti coloro che finora hanno letto il pop-up con cui WhatsApp dal 6 gennaio sta informando gli utenti che hanno tempo fino all'8 di febbraio 2021 per accettare i nuovi termini della privacy policy lo hanno interpretato come un vero e proprio ultimatum. Il messaggio in app in sostanza chiede il consenso agli utenti di poter condividere i dati di Whatsapp con Facebook, che ricordiamo, dal 2014 è proprietaria anche dell'applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo con più di due miliardi di utenti. Il messaggio non lascia spazio a dubbi: "Toccando accetto, accetti i nuovi termini e l'informativa sulla privacy, che entreranno in vigore l'8 febbraio 2021. Dopo questa data dovrai accettare questi aggiornamenti per continuare a utilizzare Whatsapp." Chi accetta può quindi continuare quindi ad utilizzare la app, ma i suoi dati saranno condivisi con Facebook, Chi invece deciderà di non accettare sarà costretto a dire addio a Whatsapp o a chiudere Facebook, se vuole proteggere i suoi dati dalla condivisione. Dati che, in caso di accettazione verranno raccolti su Whatsapp e trasferiti poi a Facebook e alle aziende controllate per profilare al meglio gli utenti. Una miniera d'oro per chi si occupa di pubblicità online.' ...


Europei protetti dal GDPR

... "Importante però tranquillizzare gli utenti italiani, visto che, come chiarito in un tweet da Niamh Sweenwy, Direttore della Policy di Whatsapp per l'area Europea, questa novità non toccherà per il momento gli utenti europei perché grazie al GDPR Whatsapp non condivide dati con Facebook per permettere a quest'ultima di utilizzarli per migliorare i suoi prodotti e le proprie pubblicità. Attenzione però, perché potrebbe essere solo una questione di tempo. Come si legge chiaramente sul sito di Whatsapp, nella pagina delle Faq su Sicurezza e Privacy "Oggi, Facebook non usa le informazioni del tuo account Whatsapp per migliorare le tue esperienze con i prodotti Facebook o per fornirti esperienze pubblicitarie più pertinenti su Facebook. Questo è il frutto di colloqui con la commissione per la protezione dei dati irlandese o IDPC (Irish Data Protection Commission) e le altre autorità europee per la protezione dei dati. (…) Qualora in futuro decidessimo di condividere tali dati con le aziende di Facebook per questo scopo, lo faremo solo dopo aver raggiunto un accordo con la Commissione per la protezione dei dati irlandese o IDPC (Irish Data Protection Commission) su un meccanismo che in futuro consenta tale utilizzo." ...


Uno spirito diverso


Intanto diciamo che le app di messaggistica ormai utilizzano tutte la crittografia E2E, cioè i messaggi non possono essere letti da un eventuale spione che si intrufola nella comunicazione, proprio perché cifrati. E il sistema di cifratura è lo stesso di Signal, realizzato da Trevor Perrin e Moxie Marlinspike nel 2013 proprio con l'obiettivo di garantire la privacy di tutti. Dall'app Textsecure e RedPhone è nata l'app Signal. Il suo protocollo di cifratura è stato acquistato da WhatsApp nel 2016, usato da Messenger di Facebook, ed è stato pure implementato in Skype di Microsoft. Nel frattempo Moxie e i suoi compagni hanno creato la startup Open Whisper System per migliorare l'app Signal che consente messaggi, chat di gruppo e chiamate vocali a prova di spione secondo un modello collaborativo e solidale. Il protocollo di cifratura adesso si chiama Signal protocol.

Signal, a differenza di WhatsApp, è gestito da una fondazione. E la fondazione riceve fondi e finanziamenti da singoli individui e supporto finanziario dalla Electronic Frontier Foundation e dall'Associazione americana per le libertà civili (ACLU). Il suo modello di business è quindi basato sulle donazioni e non sulla monetizzazione dei dati degli utenti. Ed ha appena ricevuto in regalo 50 milioni di dollari da Brian Acton (il creatore di WhatsApp).