Oggi mi sono allenato con Ricky, desidera potenziare le gambe per un ritorno al Gioco e per migliorare l’elevazione. Da qui una riflessione a voce alta che mi è congeniale e, come sempre, antitetica al mondo italiano.

La tanto amata ‘dunk’ che esalta coloro che guardano NBA e che sembra tanto semplice … ‘basta essere alto 2mt…’ … in realtà non lo è. Vero che più sei alto più diventa semplice ma nonostante questo iniziale vantaggio nulla è così scontato. Parlavo con Ricky e credo vada compreso che per arrivare ad essere un ‘dunker’ necessita imparare alcune cosette, fisico, coordinazione e mente. Già, mente, ne è parte primaria, poi coordinazione e fisico in egual misura. Ma non è questo l’argomento di oggi. Vorrei parlare di come ci si allena o ci si dovrebbe allenare con attinenza ai piedi. A Figino lo abbiamo fatto a volte, a Milano lo facciamo sempre per maggiori possibilità di struttura.

Piedi nudi. Sembra strano ma il piede nudo (spiaggia sarebbe ottimale, prato valido sostituto come quello che usiamo noi a Milano – parte centrale della pista di atletica)  migliora la funzione del piede e della caviglia, fornendo anche benefici all'intera catena cinetica. Noi sosteniamo lo scalzo in quanto porta una maggiore propriocezione correlata al movimento dei piedi e delle caviglie nel tempo e nello spazio, minori forze di impatto dovute alla riduzione dell'impatto del tallone, (la scarpa mi attutisce il colpo sul tallone ripercuotendosi sul resto del piede) maggiore efficienza nella corsa misurata dal minor consumo di ossigeno e un aumento della densità ossea in tutto il piede e caviglia. L’uso della scarpa riduce l’attenzione al movimento spostando la sicurezza nella tecnologia e/o ai nuovi dispositivi.

Spesso mi sono sentito dire da ragazzi che i loro ‘allenatori/preparatori/fisioterapisti/osteopati' negano le bende alle caviglie in quanto le rendono più debole (‘dormiente’ in termine tecnico/medico). Vero che i dati cinematici suggeriscono che l'alluce richiede 20 gradi di estensione e la caviglia ha bisogno di circa 20 gradi di dorsi-flessione per consentire il normale movimento in avanti. Entrambe queste dimensioni di movimento sono comunemente limitate da scarpe da basket alte, nastro adesivo (TAPE) e bende.

Se fosse semplicemente letto così noi, e tutti gli altri come noi, saremmo stupidi a consigliare le bende. Quando gli atleti eseguono attività come il riscaldamento dinamico, il nostro classico warm-up e la preparazione al movimento a piedi nudi, il nostro stretching dinamico, reclutano i muscoli dei piedi e delle caviglie e sperimentano feedback e propriocezione nella superficie plantare del piede. Noi di BTA crediamo fermamente che ciò porti a un migliore senso della posizione e possa contribuire alla prevenzione degli infortuni e al miglioramento delle prestazioni. (mai avuto ragazzi con problematiche ai legamenti) Patati, ci sono piedi e piedi ed ogni piede necessita un suo lavoro. Ora capisco che da voi tutto è diverso ma, così giusto per farvi capire e capire perché nel mio mondo il ‘nudo’ è vita ed apprezzato, un piede con arcata alta, ad esempio, non dovrebbe mai essere a piede nudo per ridurre lo stress plantare così come chi ha subito lesioni a legamenti o fratture ossee. Noi lavoriamo molto a piedi nudi irrobustendo la struttura e poi consigliamo la benda a tutela dell'intensità lavoro partita, non abbiamo una caviglia 'dormiente', semplicemente sappiamo lavorare e preferiamo irrobustire quando serve  e tutelare quando serve. Chiaro che se non ci fosse allenamento a piedi nudi, rafforzamento della struttura, la semplice benda potrebbe trovare qualche illogicità se letta come ulteriore indebolimento ma tutto sta nel essere allenatore e preparatore o nell'essere parole. - noi usiamo molto i mezzi palloni  (fitness ball) o molto altro che le strutture italiane non hanno neanche coscienza dell'esistenza, un approccio diverso alla salute del ragazzo.

Un’altra stranezza ‘medica’ italiana che mi diverte spesso, il dolore anteriore al ginocchio avvertito da molti ragazzi. Patati, necessita osservare da vicino prima di parlare ovviamente, ma spesso il lavoro a piedi nudi risolve il tutto … no, non come ‘mangia due banane’ detto a Maruhan (spero si scriva così) dal fisioterapista di Seregno e di cui alcuni di voi hanno sentito dallo stesso Maruhan … FANTASTICO. Da noi i ragazzi devono essere a piedi nudi e senza maglietta proprio perché ci necessita osservare la ‘pronazione’ del piede per dare loro i giusti esercizi, la schiena nella sua postura e così via. Un consiglio ulteriore, Lollo lo usa di suo, 5 minuti di ‘strap and foam rolling’ a stretching ed allungamento a fine sessione a piedi nudi. Quanto tempo a piedi nudi? Beh, dipende, noi stiamo tra i 5 e i 20 mins dipende dall’allenamento pensato per quel giorno e dal tempo atmosferico. Se possiamo stare in pista di atletica (lato interno sul verde) anche 30 minuti tra corsa ed esercizi vari.

Tornando alla schiacciata, serve irrobustire tutto il corpo e soprattutto gambe e caviglie da qui il primo passo, piedi nudi. Il resto nella mia prossima riflessione.

Se avete domande, chiamate e vi illumino di immenso ... in fondo siamo BTA mica bau bau micio micio.