Un passaggio del libro 'The Door of Knowing' che ritengo oggi più che mai abbia senso, porti a riflettere.


... si è scortato il significato del 'peccato'. Ora si crede che peccare non sia peccare, tutto viene minimizzato, passiamo oltre sminuendo tutto, non ci si mortifica più per nulla, anzi tutto diventa vanto. Sesso, droga, alcool oggi sono portati ad esaltazione del proprio status sociale e della propria capacità di ‘essere’ … ammesso questo status traduca ed esprima veramente il significato di ‘essere’, di Anima, di interiorità, di spiritualità. Come scritto in altri miei libri, osservo la processione vile della festività pagana volgersi alla chiesa, a quella istituzione perdutasi nei meandri del servilismo all’oscuro, oscuro nel pensiero, oscuro nel fare, oscuro nell’accettare. Nulla dell’ antica Luce, molto poco purtroppo, resta a caposaldo per i pochi libertari inclini a quel Credo morto sulla Croce. Scrivo e respiro l’assenteismo insito nei giovani, inculcato dai ‘formatori seriali e vocali’ che altro non sono che emanazione, ed appartenenza, della provvisorietà terrena, attraverso quelle istituzioni menzognere, pur sportive, erette per l’ego dell’oscuro a dominio del debole e scrivo il mio fare o il mio senso … ‘Il mio lavoro non è svegliare la pecora che dorme. Il mio lavoro è svegliare il leone che dorme.’ … in quanto poco spazio troverebbe tra le pecore che belando si dirigono verso il precipizio a fianco del lupo travestito da pastore. Lasciare il libero arbitrio è cosa dovuta, sorridere del concretizzarsi dei fatti urlati resta amara consolazione perché il sorriso si spegne davanti alla tristezza dell’immancabile eterno giudizio. Vedo volti muoversi velocemente fra i sipari della commedia 'la vita', scorgo sorrisi e lacrime sul palcoscenico del teatro ma distinguo ben poca verità. Le sfumature dell’esistere si perdono fra non letture, non attenzioni o semplicemente per superficialità spirituale ed egoismo assunto al mio che non dona, ne valorizza, il senso del valore Amicizia, allargando il senso lato del vocabolo inserirei anche 'società', che il Testo Biblico riporta … ‘Il vero amico ama in ogni circostanza e si dimostra un fratello nei momenti difficili', oppure,  ‘Ci sono compagni pronti ad annientarsi l’un l’altro, ma c’è un amico che ti rimane vicino più di un fratello.’ … e inizio a comprendere il disegno del Divino. Se Amicizia avesse, o trovasse, senso nella spiritualità per tutti allora facile sarebbe percorrere la strada verso la pienezza dell’Amore Cristiano. Sottolineo, nel mio scarabocchiare sensi astratti, che nella Parola di Dio, Amicizia è presentata come ‘Dono Divino’ che ricorda l’antico detto ‘chi trova un Amico trova un tesoro’ che altro non riprende che le parole bibliche … ‘Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore.’ … perché tra fratelli potrebbe esserci non-stima, odio, indifferenza ma tra Amici no, sarebbe una contraddizione dello stesso vocabolo. Nell’insegnamento contemporaneo si protende verso un dio potente, costruito per il controllo e la gestione dell’Anima, di quell’Anima che il vero Creatore ha fatto a sua immagine e somiglianza ma negata per l’effige del nuovo dio, il denaro. Denaro che porta all’annichilimento di quel sorriso che ieri si formava sul volto del servitore di Dio, oggi resta semplicemente sul volto del bimbo che ancora non ha appreso i dogmi che caratterizzeranno la sua ‘inutile’ vita terrena destinata all’infero eterno. Come gregge assenteista e accettatore ci muoviamo alla ricerca di quel parassita dio denaro che luccicando pare donare vitalità al corpo ma tutto corre, nulla si ferma e alla sera della vita ti accorgi dell’inutilità di quella corsa sfrenata che ti ha fatto perdere il sorriso di quel bambino, gli scorci tra i monti e i tramonti sul mare. Pochi avranno diritto a vederli per sempre, quelli che hanno conservato il sorriso del bambino, hanno provato l’Amicizia, hanno desiderato l’eterna felicità.