Anche leggere è un gesto che rivela chi siamo. C’è chi attraversa un libro come attraversa la vita: di corsa, senza toccare nulla. E poi c’è chi si ferma, guarda, ascolta. Questo libro non cerca attenzione: la merita. Perché non è stato fatto per intrattenere, ma per essere abitato, come un campo da gioco sotto il sole.
Questa non è una lettura comoda. Non ci sono paroline dolci, né scuse per chi ha scelto la via facile. Se cerchi il conforto della moltitudine, questo libro non è stato scritto per te. Qui c’è solo il silenzio di una matita abbandonata e il rumore di una verità che non fa sconti, una verità vissuta sulla pelle, senza garanzie.
Perché a volte, almeno per chi scrive, trovare l’uomo significa avere il coraggio di restare soli contro una moltitudine che ha scelto di non vedere.
'Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito'.
Se ti offendi per queste parole, forse sei troppo occupato a guardare il dito mentre la luna ti sta già cadendo in testa.
Le pagine che seguono nascono in italiano. La traduzione inglese non cerca di sostituirne la voce, ma di accompagnarla attraverso lo stesso paesaggio emotivo e intellettuale da cui hanno avuto origine. Per questa ragione alcune immagini, espressioni e costruzioni linguistiche sono state conservate nella loro forma più vicina all’originale, affinché il lettore possa incontrare non soltanto le parole, ma anche il loro respiro
— IF I WERE TO DIE
Se dovessi morire — Written by Gabriele Sironi
— PRELUDE
The silent language of the cover
01 — THE WHY
Street Basket is a society of its own
02 — THE ART OF THE INSTANT
L’estetica dell’istante
03 — SOME KIND OF AUTHENTICITY
Una sorta di autenticità
04 — THE HIDDEN MEANING
Il significato nascosto
05 — GAMES OF THOUGHTS
Giochi di pensieri — Written by Walter Ferraioli
06 — SNAPSHOTS OF BECOMING
Istanti di diventare — Written by Riccardo Sironi
07 — STORIES BEYOND THE FOG
Storie oltre la nebbia
08 — TO BE HEARD
Farsi ascoltare
09 — THE ORIGINS OF A WHY
Le origini di un perché — Written by Fabio La Rosa
10 — TRUTH WEAVER
Tessitore di verità
11 — SONDER
Sonder
12 — THE SOUL OF SUCCESS
L’anima del successo
13 — THE LABEL
L’etichetta
14 — THE ABSENCE
L’assenza
15 — A NOT-SO-IDLE MIND
Una mente non così oziosa
16 — COURTS OF THE UNSEEN GAME
I campi del Gioco non visto
17 — THEIR OWN STORY
La loro storia
18 — NARROWNESS OF SILENCE
La strettezza del silenzio
19 — THE BEAUTY OF THOUGHT
La bellezza del pensiero
20 — AN UNDERGROUND SOUND
Un suono del sottosuolo
21 — SHADOWS OF THE GHETTO
Ombre del Ghetto
22 — KNOWING THE SILENCE
Conoscere il silenzio
Non sono capitoli: sono pause, riflessi, ombre del tempo tra le storie.
— THE SUBTLE DESIGN OF NOTHINGNESS
Il sottile disegno del nulla
— THE RIGHT TO EMPTINESS
Il diritto al vuoto
— LOUDNESS WAR
La guerra della compressione
— WITHOUT PERMISSION
Senza permesso — Written by Xavier Fergusson
— THE PRICE OF INTEGRITY
Il prezzo della coerenza — Written by Gabriele Sironi
— BEYOND SILENCE
Oltre il Silenzio — Epilogue
— ACKNOWLEDGMENTS
Ringraziamenti
— ABOUT THE AUTHORS
Notizie sugli Autori
— SOURCES AND NOTES
Fonti e note
— THE PLACE I CANNOT YET SEE
Il luogo che non vedo ancora
Queste pagine sono un gesto di ascolto. Un atto di gratitudine verso tutte quelle voci che, nel silenzio, continuano a giocare, a resistere, ad esistere. Questo libro è un invito a portare la saggezza nel mondo - quella saggezza che sa ascoltare, che sa vedere, che sa liberarsi dai recinti mentali in cui ci rinchiudiamo. Parla del mondo vero, quello che spesso non riusciamo a scorgere, o che rifiutiamo di vedere, perché troppo distante da ciò che ci è stato insegnato a considerare reale. Ma nessuna di queste parole, nessuna di queste intuizioni nasce da me.
La saggezza è già qui, da sempre. Intessuta nei gesti silenziosi e nei volti dimenticati di generazioni senza numero - trasmessa, praticata, sussurrata e vissuta da saggi, grandi e piccoli, molti dei quali camminano accanto a noi invisibili, inascoltati, resi muti dal nostro pregiudizio, annebbiati dalle distrazioni del mondo. Vedo anime luminose passare tra la folla con la grazia discreta dell’ordinario. Nemmeno loro sanno di essere straordinarie. Non possiedo alcuna saggezza. Se questo libro ha una voce, è perché qualcuno prima di me ha avuto il coraggio di vivere ciò che io ho cercato di ascoltare. Ho provato a tradurre in parole ciò che altri hanno incarnato con la propria vita, dando forma e peso ad esperienze che esistevano già.
Ho osservato. Ho ascoltato. Ho attraversato momenti e parole che altri hanno incarnato con la loro vita. Non ho cambiato ciò che ho ascoltato. Ho scelto di metterlo in relazione, perché potesse essere sentito, compreso, ponderato. Sono colui che batte sulla tastiera, che imprime immagini sulla carta e tenta di dare forma a ciò che sui campetti risuona da sempre: armonia, caos, libera lettura dell’io.
Un libro nato grazie a chi ha scritto, a chi ha insegnato, a chi ha letto, a chi ha vissuto.
Ai co-autori del libro, Gabriele Sironi, Walter Ferraioli, Riccardo Sironi, Fabio La Rosa, Xavier Fergusson, per il contributo offerto a queste pagine e per la passione condivisa per la pallacanestro e i campetti.
Ai 'grandi' allenatori incontrati lungo il cammino, dai quali ho appreso non solo conoscenze tecniche, ma anche una comprensione spirituale — fatta di meditazione, respirazione e quiete interiore.
Agli Amici che hanno letto con pazienza e onestà le prime bozze, offrendo suggerimenti preziosi.
A tutte quelle voci, gesti e presenze non nominate, incontrate sui campetti in giro per il mondo, che hanno silenziosamente plasmato questo viaggio.
Questo libro esiste grazie a voi - porta molte mani e cuori.
‘Il Sottile Disegno del Nulla’ non si riferisce al vuoto, ma alla cancellazione. Non alla distruzione, ma alla neutralizzazione.
Non alla violenza, ma al controllo mascherato da cura. Il campetto non è mai stato un luogo innocente. È stato un rifugio, sì, ma anche una frontiera. Chi lo racconta come un paradiso perduto non ci ha passato abbastanza tempo, o ci è passato senza pagare il prezzo. Nel campetto impari presto una cosa: nessuno ti deve niente. Se resti, è perché reggi. Se te ne vai, è perché puoi. E questa possibilità — andarsene — oggi sta scomparendo.
Negli ultimi anni hanno iniziato a colorarli. Li chiamano ‘riqualificazioni’. Nuove panchine, canestri lucidi, murales con parole come ‘inclusione, comunità, futuro’. Poi, inevitabile, il logo. O i colori sociali. Grande abbastanza da essere visto. Non abbastanza da essere discusso. Non fraintendermi: il problema non è il colore, né il canestro nuovo. Il problema è quando il gesto sostituisce il senso. Quando il campetto diventa vetrina e non rischio. Il vero problema non è il campetto rifatto. È chi ne controlla il senso.
Il campetto dei ghetti aveva un’essenza che oggi si sta perdendo. Non perché fosse sporco, ma perché era autogestito e ora è normato, era anonimo e ora è firmato, era rischioso e ora è sterilizzato, era vero e ora è narrato. Il campetto non muore quando viene pulito. Muore quando smette di appartenere a chi lo vive. Il colore non uccide. Il controllo simbolico sì. Il campetto originario dei ghetti non prometteva salvezza. Non vendeva redenzione. Non diceva: ‘ti aiutiamo’. Diceva: ‘Qui sei solo. Se vuoi restare, devi reggere’.
Questo è il punto che oggi nessun progetto istituzionale può tollerare. Perché non è vendibile. Non è rassicurante. Non è educativamente corretto. E soprattutto: non è controllabile. Il sistema non sopporta luoghi dove la verità è esposta. Il sistema non vuole uomini. Vuole utenti educati. Il campetto dei ghetti, nel bene e nel male, produceva uomini. Perché un campetto vero non è ‘pulito’. È vivo. E dove c’è vita, c’è disordine. Chi mette i soldi dice di farlo per i ragazzi. Ma i ragazzi non vengono ascoltati. Vengono gestiti. Il controllo oggi non passa più dalla violenza esplicita. Passa dal permesso. Dall’orario. Dal badge. Dalla convenzione firmata ‘per il loro bene’. Nel ghetto, se non stavi bene, te ne andavi. Qui no. Qui resti, anche quando qualcosa ti sta mangiando dentro, perché andarsene significa perdere tutto.
Questa non è cura. È possesso con una buona grafica. So che non è tutto così. So che esistono persone oneste, allenatori veri, realtà pulite. Ma queste persone non compaiono, non hanno colore, non hanno voce. Si perdono nell’oblio del silenzio ma risplendono nel ‘vero bene’ per i ragazzi. Le ho incontrate. Le rispetto. Quando invece qualcuno compra il diritto di ‘aiutare’ in cambio di un marchio, non sta più donando: sta investendo. Trasforma l’esistenza dei ragazzi in una superficie espositiva. E il problema non è solo di chi mette i soldi, ma di un sistema che lo permette. Perché quando un sistema consente di scambiare consenso, spazio e identità con un logo dipinto sul cemento, quel sistema ha già fallito. Quando il ‘bene’ ha bisogno di essere firmato, non è più bene: è ritorno d’immagine. Io ho sempre seguito il profumo del ‘vero’, controcorrente allo standardizzato senso sociale odierno. Un profumo ormai perso nei labirinti del potere. Ho sempre scorto ‘abbastanza immagini’ in giro nei campetti. Nella mia esperienza, quel ‘abbastanza’ ha sempre superato la soglia del tollerabile.
Questo libro non nasce per convincere. Nasce per disturbare. Non chiede di essere d’accordo. Chiede solo di non fingere di non vedere. Perché ci sono luoghi che non muoiono quando vengono distrutti, ma quando vengono messi in sicurezza.
E il campetto, quando smette di essere un rischio, smette anche di essere una possibilità.
LE VOCI DIETRO 'BASKETBALL REAWAKENING'
Questi non sono semplicemente autori. Sono voci che hanno attraversato questo viaggio lasciandovi una parte di sé. Alcune appartengono ai nomi che seguono. Molte altre vivono nelle pagine del libro: nei racconti, nei dialoghi, nei gesti e nei pensieri raccolti lungo i campetti incontrati nel corso degli anni.
Claudio Ciceri è allenatore, insegnante di lingua inglese, imprenditore, scrittore. Fondatore della BTA – Basketball Training Academy, vanta oltre 45 anni di esperienza nel coaching. Ha lavorato con atleti di ogni livello: giovanili, High S. e
professionisti. Fin dall’inizio, il basket negli Stati Uniti ha rappresentato per lui una visione profonda, inserita in un contesto culturale e simbolico più ampio: la narrazione stessa del Gioco. Autore prolifico, ha pubblicato nove libri che spaziano tra psicologia sportiva, spiritualità e ricerca interiore: La Vita, lo Sport e il suo ‘stercus’, Unreal Court, Rendere visibile l’invisibile, Qualcosa di personale, La Porta del Sapere, Lo Stargate dell’Inferno. Cosa c’è che non va Unreal Court. Rarities & Experiences, Alla Ricerca di un Significato.
La sua opera attraversa la condizione umana con uno sguardo che unisce esperienza, emozione e intuizione creativa. Più che insegnare il gioco, cerca di comprenderne il linguaggio nascosto: quello che vive tra le persone, nei silenzi, nei campetti e nelle storie che raramente trovano spazio nei libri. Oggi lo si può trovare spesso immerso nella sua immaginazione e creatività, alla ricerca della magia dei suoi mondi interiori — e di nuovi ‘moves’ da condividere.
Gabriele Sironi frequenta l'ultimo anno dell'Istituto Tecnico Chimica & Materiali. Le pagine raccolte in questo libro sono state scritte tra i diciassette e i diciotto anni, in un periodo di intensa ricerca personale e riflessione.
Il basket ha rappresentato una presenza importante nel suo percorso, ma i temi che attraversano i suoi scritti vanno oltre il campo da gioco: la verità, la coscienza, la responsabilità individuale e il significato delle proprie scelte.
Nei suoi testi emerge il desiderio di comprendere sé stesso e il mondo che lo circonda senza rinunciare al pensiero critico. Le sue parole nascono da una ricerca autentica e dalla convinzione che la coerenza con i propri valori abbia un prezzo, ma anche un significato.
Walter Ferraioli è un appassionato di basket da strada ed è seminarista dal 2023. Il suo percorso personale è stato segnato da cambiamenti profondi, dalla volontà di mettere in discussione sé stesso e dalla ricerca di una direzione nuova per la propria vita.
"La forza nasce dall’unione e la sofferenza deve finire». Con queste parole, unite ai colori vivaci del campo da basket, spera di trasmettere un senso di luce e speranza a chi incontra, anche dietro l'apparente severità della sua tonaca nera".
Crede che la speranza sia una delle forze più importanti a cui aggrapparsi: la convinzione che le persone possano cambiare, crescere e trovare una strada diversa, indipendentemente dal tempo necessario per percorrerla. Rimanere ottimisti è difficile. Conservare la speranza lo è ancora di più. Ma quando mette radici, la speranza può diventare un potente catalizzatore di cambiamento.
Riccardo Sironi si sta laurenado in Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Milano. Gli piace il Basket fin dalla più tenera età e non se ne è mai distaccato. Per lui il campo da Gioco è un vero e proprio specchio della vita, della società e di tutto ciò che lo circonda.
E’ giovane e pieno di forza di volontà e non smette mai di credere nei suoi sogni e rincorrerli giorno dopo giorno. Crede molto nel valore dell’amicizia e in un mondo come quello di oggi secondo lui è fondamentale avere rapporti genuini e veritieri, coltivati giorno dopo giorno ed avere cura degli altri. La curiosità secondo lui è fondamentale per capire ciò che ci circonda con tutte le insidie annesse, per vivere al meglio in questo mondo pieno di trappole.
Nonostante la giovane età, ha scelto di contribuire a questo progetto editoriale condividendo riflessioni nate dall'esperienza diretta del campo, convinto che il basket abbia ancora molto da insegnare ben oltre il risultato sportivo.
Fabio La Rosa è poeta, attore e cantante. La sua espressione artistica nasce dall'incontro tra esperienze personali, sensibilità creativa e una costante ricerca di autenticità. Considera l'arte uno strumento attraverso cui osservare il mondo e raccontarlo da prospettive diverse. Sa che il tempo e le esperienze continueranno a trasformarlo, ma crede che alcuni principi rimangano immutati e accompagnino ogni fase della vita.
"Se riesci a mantenere la capacità di trovare l’umorismo nelle cose, di strappare risate, di farti morire dal ridere, o di dare una svolta divertente a una situazione altrimenti insipida o tragica, allora sei in possesso di uno strumento prezioso e ambito che ti aiuterà a superare i momenti difficili, o semplicemente noiosi, della vita".
Xavier Ferguson è nato in Australia e vive negli Stati Uniti. Fin da giovane ha sviluppato un forte interesse per la creatività, l'identità personale e il rapporto tra esperienza e crescita individuale.
Attraverso il basket ha trovato uno spazio in cui confrontarsi con idee, persone e prospettive differenti, scoprendo quanto la curiosità possa diventare uno strumento di trasformazione personale. Per lui, il gioco non è mai stato soltanto sport, ma un punto d'incontro tra espressione, osservazione e ricerca di significato.
I suoi scritti riflettono questo percorso: un'esplorazione continua di ciò che significa diventare sé stessi senza smettere di evolvere.
BASKETBALL REAWAKENING
Un 'Coffee Table Book' — un libro nato, prima di tutto, per raccontare a me stesso ciò che non posso vedere ma che sento profondamente: il Mistero del Basket. Tutto quello che dovevo fare era stare a bordo campo e provare a dare a quel mistero un volto visibile. Ho iniziato a cercare dentro di me parole e immagini visive che potessero raccontare la storia nascosta - un compito che credevo impossibile. Anche se scrivere può essere più facile ora, con l'età e l'esperienza, era ancora incredibilmente difficile dare forma visiva a un sentimento.
Volevo amplificare quei momenti silenziosi e privati di intimità — o la sua assenza. Sono attratto dal catturare i momenti piccoli, sottili, apparentemente insignificanti e presentarli come grandiosi, significativi e pieni di vita. Il linguaggio del corpo, gli occhi consapevoli, sempre fissi su qualcosa appena oltre la cornice del campo, suggeriscono interiorità, complessità e una vita che continua anche dopo che lo spettatore se n'è andato.
Tutto parte da uno ‘sguardo’ che ha imparato a vedere, anche dove tutto sembra spento — e da un campetto, l’ultimo visitato: quello di Mariano Comense, Como Italia. Un luogo attraversato da pregiudizi e preconcetti, spesso liquidato con superficialità o giudicato con arroganza. Eppure, dentro questa nebbia voluta, si alza una voce silenziosa: è il grido libero e ostinato di ragazzi che non abitano i margini geografici, ma quelli mentali di alcune ‘visioni’ del paese. Ma non parla solo di un luogo. Racconta anche di molti altri campetti sparsi nel mondo, diversi e lontani, eppure simili nella loro sete di espressione, identità e riscatto.
RITRATTI RARAMENTE ESPOSTI
I ritratti raramente esposti rivelano ciò che spesso resta invisibile: l’intensità silenziosa della vita sui campi, le difficoltà, le risate, le piccole vittorie. Sono frammenti di un viaggio nel mondo della pallacanestro, testimonianza di chi impara, cresce e si trasforma sotto il sole e i canestri. In essi lo spirito del gioco è vivo.
L'ORO DEL BASKET
Basketball Reawakening – The Art of Us
Un racconto sul potere trasformativo dell’arte e sul suo riflesso nella vita. Dà voce ad atleti-artisti che, attraverso la ricerca interiore e il talento, cambiano lo sguardo sul mondo.
Ogni capitolo racconta il processo creativo come esperienza insieme personale e condivisa, in cui ogni atleta-artista diventa testimone della capacità dell’arte di ispirare, unire e lasciare traccia.