Esistono due ordini di conoscenza ...

Qualcosa di personale

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Dimension cm. 21 x 15 - 156 colour pages - Author: Claudio Ciceri
ITA Language
A book, a story ... my Story
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Disponibile da Ottobre 2021

Il diritto alla verità

Un concetto molto urlato ma molto, molto poco riproposto fattivamente nella sostanza della propria spiritualità. Molti si ergono educatori, formatori, molti si ergono cattolici, molti ne trattato nei libri, molti  ne paventano valore. Che ipocrisia, che codardia, che meschinità ma è parte dello squallore del ‘quotidiano esprimendo violenza' che nell’assenza dei fatti si bestemmia con la sua presenza alla chiesa. (alla chiesa sottintende quella del demonio) Una vita romanzata (colorire fatti aggiungendo elementi di pura fantasia e falsità) che li porta a credere nella loro cattolicità, nel saper educare il futuro, nel saper formare i ragazzi attraverso lo sport o la scuola; in fondo basta presumere che andare alla chiesa e dire due AVE definisca essere cattolici e salvarsi quindi nel dopo. Racconto, su questo squallore dei maledetti, (coloro che della vita hanno fatto scopo di distruggere) una guerra di onestà intellettuale dove un popolo ‘ignaro e cattolico’ si defila come sempre in questo Paese accade. La storia racconta e testimonia le stranezze di una parte della nazione voltagabbana, da sempre, fino all’attuale momento storico che ne conferma senso e disastro. Il problema italia è sociale, ammesso si voglia vedere la verità senza andare a cercare colpe nei personaggi politici o altri personaggi in quanto non sono che espressione di un mandato di comodo momentaneo del popolino per quanto attiene i politici, o espressione di un tollerato comodante con occhio verso ‘gli altri formatori’ sui quali si riversa la colpa e ci si inalbera esprimendo molto bene il senso di falsa umanità appena il ‘comodo’ esaurisce valore palesando contrapposto il problema.

Gli standard, che poniamo come essenziali nelle nostre scelte, stabiliscono che necessiterebbe osservare fin da subito se ci si trova di fronte a fatti reali o non reali – potremmo tradurre anche di fronte a fatti o parole - e scivolando verso la narrativa che segue, chiunque li leggerebbe almeno ‘insoliti’. Ora, ritengo che chi non si pone dubbi è inadempiente, omertoso, vile o semplicemente irrazionale verso se stesso, e verso ovviamente la realtà, la verità, anche se la mancanza di razionalità nell’affrontare temi di questo tipo è la cosa più frequente oggi nelle persone pronte a nascondersi dietro il rifiuto cognitivo in quanto restano ipotesi dissonanti alla propria ‘sfera morale’ - direbbe un filosofo - ‘finta moralità’ asserisco io. Leggo ‘distorsione morale del giudizio’ che calzerebbe forse come definizione appropriata e meno ‘volgare’ per coloro che si soffermano alla lettura superficiale del vocabolo, ma leggo altresì che la non conclusiva presa di posizione, seppur fosse legata al ‘non si potrebbe giungere a questo in quanto contrario all’etica morale e spirituale’ - per quanto riconducibile a mera utopia per la maggioranza oggi - induce a considerare impossibile un fatto ma … questa non è razionalità, sarà urtante ma razionalità non è nascondersi, razionalità è ricerca del vero. Apro un piccolo excursus su razionalità e religione / fede cristiana dove evidenzio che la concezione cristiana del mondo e dell’uomo pone le condizioni affinché fede produca pensiero e allarghi gli orizzonti della ragione umana.

Privilegiando questa teoria, ritengo sia doveroso tenere presente sempre che un fatto possa essere verosimile, o molto vero e poco simile, quando alcuni fattori di analisi, se si volesse effettuare questa analisi, porterebbero a convalidare punti dissonanti dal proferito di colui che ama circuire. Soprattutto se si dedicasse del tempo ad osservare da vicino e scrivo ‘dedicasse’ con il sorriso sulle labbra perché per mio figlio, per il suo futuro, per me, per il mio futuro, non userei mai il congiuntivo imperfetto. Non impongo quindi il ‘crederci’ per il solo fatto del mio dirlo e scriverlo ma consiglierei almeno di prenderlo in considerazione e cominciare a curiosare un po’ più da vicino, ad essere semplicemente razionali, altrimenti la sola conclusione definita possibile potrebbe palesarsi completamente errata e se così fosse necessiterebbe fermarci un momento per comprendere cosa siamo diventati e dove stiamo andando. Utile diventa guardarsi dentro e chiederci se come società stiamo forse commettendo qualche errore, perché certi errori a cui ci si rende ciechi celandoli dentro un ‘divieto sacrale’, conducono prima o poi fatalmente a vincere il premio attribuito a chi si estingue in virtù della propria ignoranza e superficialità.

Negare pubblicamente, o socialmente, qualcosa è sempre una forma di affermazione dove i colpevoli sono le vittime ... meraviglioso. La paura è narrazione di anni di controllo della massa, manipolare è oramai una semplicità quotidiana, basta insinuare il dubbio attraverso la violenza della diffamazione o altro ed il gioco è fatto. Spesso però proprio chi urla più forte al porco al porco è il porco stesso.
Di mio ho scritto poco, semplicemente ho riportato documenti e narrato accadimenti. La verità è che sappiamo poco di ciò che accettiamo quotidianamente e alcuni vorrebbero che sapessimo ancora meno. Riporto una frase celebre di Franklin Delano Roosevelt ‘In politica nulla succede per caso se succede potete scommetterci che era stato pianificato così.’
Poche possibilità di fare abbiamo, sento dall’ologramma lontano urlare. Forse, ma almeno pensare e porsi domande è ancora una libertà che mi permetto e le condivido, a modo mio, con chi vuole ascoltare e questo … da fastidio a qualcuno. Una gran parte della società è stata ammaestrata a ripudiare le domande, a sbavare di rabbia davanti alle nostre domande come se fossero troppo indiscrete e anche qui chiudo lasciando il pensiero correre nudo su una frase storica di Oscar Wilde ‘Le domande non sono mai indiscrete. Lo sono a volte, le risposte.’

Vorrei concludere questo prologo notando che la frase di Oscar Wilde non intende essere chiusura di un problema, piuttosto frase che incoraggia una o più logiche di ricerca, curiosità, razionalità.